Sembra passato così tanto tempo dopo le due festività pasquali celebrate durante la pandemia COVID-19. In questo 2022, le liturgie della Santa Pasqua hanno ripreso alcuni gesti e momenti sospesi nei mesi scorsi: dalla lavanda dei piedi agli orari delle messe senza coprifuoco. Grazie alla cura dei volontari nella preparazione delle chiese e delle omelie da parte dei sacerdoti ecco il resoconto di questa Pasqua 2022, incentrata sulla ricerca dello sguardo di amore di Cristo per affrontare le difficoltà della vita con coraggio e slancio.
Domenica delle Palme: il racconto dei giorni della passione, morte e resurrezione di Cristo
L’inizio della Settimana Santa si è aperta con la lettura dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme nel piccolo cortile interno dell’oratorio Maffei; una particolare consuetudine sospesa nel corso della pandemia. Dopo aver benedetto i rami di ulivo, il parroco ha invitato i fedeli ad incamminarsi in processione verso il Duomo e a muovere in modo festante i propri ramoscelli; anche a San Leonardo è iniziata la celebrazione all’esterno, vicino all’Ospedale Vecchio, con il corteo poi diretto verso la chiesa. Alla liturgia di Santo Stefano erano presenti anche i rappresentanti della comunità dei frati cappuccini del Santuario della Fontana, insieme ad altri concelebranti, ritrovatesi poi anche nelle serate successive del Triduo Pasquale.
- Pasqua 2022 – Domenica delle Palme
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Giovedì Santo: la figura di Gesù tra memoria e sacerdozio
Durante l’omelia, il parroco don Claudio ha voluto introdurre la sua riflessione spiegando la chiusura dell’Oratorio al gruppo degli adolescenti frequentanti la realtà dell’oratorio – cattolici e di altre confessioni religiose -, e l’importanza di questi giorni. «È importante dare spazio al Signore: un gesto semplice e immediato, quello del non fare qualcosa, per qualcos’altro di più importante». Riprendendo poi le riflessioni scaturite dalle omelie nel corso della Quaresima – «saper guardare come guarda Gesù» -, con l’immagine della macchina fotografica e la preziosità dei primi scatti analogici, il sacerdote ha offerto la prima riflessione: «conservare l’immagine ciò che ha fatto Cristo per noi in questi tre giorni, da andare a rivedere nei momenti importanti della nostra vita». Dopo aver spiegato il significato storico-teologico del sacrificio di Gesù tra il giovedì e il venerdì a partire dalle letture della liturgia, don Claudio ha ricordato come «il Signore ci salva non mandando altri, ma dando la sua vita per noi: è vittima, sacerdote e altare. Egli diventa la porta della nostra vita, il passaggio dell’esistenza».
Da qui il il collegamento alla seconda riflessione sul sacerdozio ministeriale: «Noi tutti siamo sacerdoti con il battesimo, e alcuni vengono nominati dal Vescovo per offrire pane e vino come corpo e sangue di Gesù. Quando ero piccolo il mio parroco mi disse: “Dopo di me ci sarai tu”. Tante volte ricerchiamo cosa voler fare da grande, ma è meraviglioso diventare in persona Christie colui che presenta il pane e il vino, il suo corpo e il suo sangue, che dona il perdono e accompagna gli ammalati, che unisce gli sposi, che presenta i fratelli al paradiso. Pensateci, ragazzi, a questa possibilità e continuare questa bella storia».
- Pasqua 2022 – Giovedì Santo
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Ultima parte della sua omelia è stata dedicata alla lavanda dei piedi, ripensando anche alle persone anziane della casa di riposo del Busi: «Lui sa che tutti noi abbiamo dei bisogni e lui non si scandalizza, ma siamo noi che non lo riconosciamo in essi; ci arrabbiamo o ci creiamo idoli inutili quando lui si prende cura della nostra puzza, affinché noi quali discepoli possiamo prenderci cura del mondo».
Rispetto agli ultimi due anni della pandemia COVID-19, durante la celebrazione del Giovedì Santo è così tornato il gesto della lavanda dei piedi: il parroco ne ha così bagnati e asciugati alcuni dei bambini di terza e quarta elementare sulle scale del presbiterio. Novità di questa edizione della Coena Domini è l’uso di un baldacchino a coprire il passaggio della pisside contenente il Corpo di Cristo verso l’altare dell’Ultima Cena, dove è stato possibile adorarlo in preghiera durante tutta la notte.
Venerdì Santo: noi siamo giardino
La sera successiva, tradizionalmente dedicata all’azione liturgica della Passione e Morte di Cristo, al termine della lettura il parroco ha offerto un breve pensiero sul cammino del calvario di Gesù e prima dell’adorazione della Santa Croce, rievocando l’immagine del giardino già espressa l’anno precedente, a partire dal termine originale che significa “paradiso”. «Noi siamo un luogo attraversato sia dall’amore sia dal dolore, dalla fedeltà al tradimento. Il Signore ci invita a non temere di essere giardino, il nostro sguardo è rivolto oltre, verso la Risurrezione».
- Pasqua 2022 – Venerdì Santo
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Sabato Santo: la luce della Risurrezione
Dopo due anni di assenza, è stata celebrata la Veglia della Notte Santa al sabato sera tardi, «la Madre di tutte le veglie» come l’ha definita S. Agostino. Iniziata con la benedizione del fuoco e la suggestiva accensione del cero pasquale, seguita dall’intonazione dell’antichissimo canto del preconio pasquale – o dell’exsultet -, con il quale si proclama la vittoria della luce sulle tenebre, la celebrazione notturna è proseguita con la lunga liturgia della parola. La Chiesa, infatti, attraverso nove letture – sette dall’Antico e due (Epistola e Vangelo) dal Nuovo Testamento -, fa memoria della lunga opera di misericordia di Dio verso l’umanità e dell’alleanza di amore con il suo popolo.
Dopo aver proclamato il Vangelo previsto dalla Veglia Pasquale, ovvero la visita delle donne al sepolcro la mattina dopo il sabato e l’annuncio della risurrezione di Cristo, don Claudio ha voluto condividere un breve pensiero sulla bellezza della liturgia e dei significati simbolici e salvifici del sacramento battesimale: l’olio, la veste bianca, l’acqua e il fuoco. «Abbiamo ascoltato tanta Parola di Dio stasera, non soltanto per rinfrancare lo Spirito, ma anche per suggerire a questo nuovo battezzato che fa parte di una grande storia; così come ognuno di noi dovrebbe ricordarselo sempre. È una storia esagerata perché la mia vita è dentro a questa grandiosità della salvezza». Poiché è prevista la possibilità di svolgere il rito del battesimo durante la Veglia Pasquale, il parroco ha voluto riassumere in una frase l’essenza di cosa significhi celebrare il battesimo, la Pasqua e l’essere cristiani: «Fare emergere nel corso del tempo quell’immagine stupenda dentro di noi che è quella di Dio».
Conclusa la liturgia della parola, è stato quindi celebrato il battesimo di Thiago Poli, alla presenza dei genitori e del padrino e della madrina, oltre ad aver rinnovato le promesse battesimali a tutta l’assemblea presente.
La celebrazione eucaristica si è poi conclusa in un clima di festa, dopo aver ricevuto le solenni benedizioni pasquali, tornando così a condividere di nuovo insieme, dopo un paio di anni, la centralità della festa Pasquale in tutta la sua ricchezza di parole e immagini, di comunità e testimonianza.
- Pasqua 2022 – Sabato Santo
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Domenica di Pasqua: il coraggio di correre verso la Verità nonostante le incertezze della vita
Il mattino seguente alla solenne Veglia e celebrazione del Sabato Sera, la Chiesa prosegue i festeggiamenti per la risurrezione di Cristo nelle Sante Messe della Domenica. A San Leonardo viene proclamato la lettura del Vangelo nel quale Pietro e Giovanni corrono al sepolcro vuoto all’annuncio delle donne di ritorno dal luogo dove il Signore fu deposto dalla croce. «La liturgia di questo giorno è davvero il frutto di quella testimonianza e di un cammino di fede dei discepoli – sostiene don Arrigo dal pulpito -. Non sono la risposta immediata ma il frutto di una meditazione e di una consapevolezza che i discepoli hanno maturato nel tempo». Eppure, «all’inizio non c’è un ritrovamento ma una ricerca, non c’è l’incontro straordinario ma un’assenza, non vi è un luogo sicuro bensì una corsa, né una sapienza acquisita».
È quindi una Pasqua «di chi sta cercando» e di chi non ha ancora capito cosa sia avvenuto. C’è dunque tanta incertezza, come quella vissuta dai compagni di viaggio di Gesù, ma anche la fiducia di chi ti incoraggia a non mollare: «ci ricordano che la Pasqua non è un punto di arrivo, ma sempre una partenza e inizio». Domandare e cercare di capire, allora, non sono fallimenti della vita, ma sono le condizioni di una fede nella quale «il Risorto possa parlarci, farsi presente con noi per aiutarci a capire il suo mistero».
Fare Pasqua è mettersi in corsa verso la Verità, «accettando anche di non capire» le nostre umane incomprensioni alle domande della risurrezione. «Non importa insomma quale sia stato il nostro percorso – conclude don Arrigo -, l’importante è cercare per arrivare all’incontro con Lui e per sentirci amati. Ovunque siamo nel cammino della nostra vita, non stanchiamoci e perdiamoci d’animo, lasciamoci guidare dal profumo di Lui, che ha lasciato sulla porta del nostro cuore, proprio com’è capitato ai suoi discepoli all’ingresso del sepolcro».
- Pasqua 2022 – Domenica di Pasqua
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Buona Pasqua da parte di Don Claudio, Don Arrigo, Don Angelo e Don Cesare.
di Redazione
Fotografie della Domenica delle Palme: Federica Bini
Fotografie del Sabato Santo: Simone Ingusci
Fotografie del Giovedì e Venerdì Santo e Domenica di Pasqua: Jacopo Orlo








































