Don Claudio, nostro Abate Parroco, ci ricorda che lo scorso Ottobre si sono conclusi i restauri pittorici nel piano nobile del Palazzo Abbaziale. L’impresa, progettata da Stefano Busi con lo Studio Blu di Castel Goffredo e finanziata in parte dalla Fondazione Cariplo, porta a compimento l’iter iniziato nel 2010 da don Alberto Franzini e proseguito da don Cesare Nisoli. Al di là del suo futuro utilizzo è importante che il piano nobile del Palazzo Abbaziale sia “sentito” parte di questa Città. Per questo don Claudio ha visto con piacere e ha considerato un passo felice l’esperienza, rinnovata nelle scorse settimane, delle Studentesse e degli Studenti dell’Istituto Romani, coordinate dalla Professoressa Chiara Zani, che hanno interagito con spazi, strutture e colori. Si è svolta il 16 e il 17 novembre l’apertura straordinaria delle sale del Palazzo Abbaziale recentemente restaurate. Colori settecenteschi e decori di pregio accolgono il visitatore che resta incantato di fronte a tanta bellezza rimasta celata per molto tempo. Ad accogliere i visitatori un gruppo di giovanissime guide del Liceo Classico dell’IS Romani, opportunamente formatesi sui documenti che gli storici locali del passato e del presente hanno lasciato a testimonianza del periodo di ricchezza e importanza commerciale che Casalmaggiore ha vissuto. E proprio da loro arriva l’entusiasmo di questa esperienza nel diventare custodi e mezzo di trasmissione per gli altri di questo patrimonio culturale.
Così dice Laura: “Avevo visitato il palazzo alle medie, incuriosita dalle guide che mi avevano mostrato alcuni ambienti e raccontato diversi aneddoti. Oggi è stato davvero bello “ricevere il loro testimone” e diventare io stessa una guida”.
Aggiungono Cristian e Leonardo: “Questa sera siamo tornati a casa stanchi ma soddisfatti: i visitatori erano molto incuriositi e ci ha fatto davvero piacere vederli interessati e rispondere alle loro domande”.
Replica Vanessa: “Scoprire una simile perla a Casalmaggiore mi ha stupita ed è stato molto interessante osservare in questi mesi l’evoluzione del palazzo dopo il magistrale lavoro di restauro”.
Interviene Elena: “Mi piace osservare lo stupore nei visi dei visitatori: un crescendo di ammirazione a partire dallo scalone imponente fino ad arrivare alla Sala Rossa. E a visita finita è bello accompagnarli a visitare gli scavi che stanno riportando alla luce l’antica Chiesa di S. Stefano…l’ingresso sotterraneo è qualcosa di misterioso ed emozionante”.
Conclude Veronica: “Questa esperienza fa riflettere sulla soddisfazione che può dare la gratuità. Noi guide torniamo a casa appagate per aver reso un servizio alla cittadinanza senza l’obiettivo della remunerazione, ma paghe di aver regalato una piacevole mezz’oretta di cultura e conoscenza in chi ci ascolta”.
Ci saranno altre aperture straordinarie: vi aspettiamo numerosi, vi garantiamo che è un’occasione da non perdere.




