L’ esperienza di Roma raccontata dai nostri ragazzi
Dal 25 al 27 aprile si è tenuto a Roma il Giubileo degli Adolescenti.
Il pellegrinaggio giubilare, la compagnia degli amici del gruppo e il respiro della Chiesa universale, sono alcuni degli ingredienti che hanno accompagnato i ragazzi durante i tre giorni nella città eterna.
Il tradizionale pellegrinaggio promosso dalla Federazione Oratori Cremonesi nei giorni dopo Pasqua quest’anno è stato sostituito dal dal pellegrinaggio a Roma in occasione del Giubileo degli adolescenti, che ha visto coinvolti i ragazzi dai 14 ai 16 anni, anche i ragazzi delle nostre comunità di Casalmaggiore hanno partecipato accompagnati da Don Arrigo e oltre a lui hanno partecipato 22 ragazzi delle nostre parrocchie 10 da Vicobellignano 12 da Vicomoscano.
Abbiamo chiesto ai ragazzi di raccontare l’esperienza del pellegrinaggio giubilare, partendo dalle fotografie scattate:
Questo Giubileo è stato pieno di momenti che non dimenticherò , dai più tristi a quelli più felici: mi è rimasto nel cuore il funerale del papa, perché nonostante il caldo abbiamo tutti deciso di attendere per esprimere la voglia di dare un ultimo saluto al nostro pontefice;
ho notato la nostra unità in quanto popolo di Dio durante le lunghe attese, quando ci siamo supportati a vicenda accomunati dal desiderio di esprimere la nostra fede insieme; Ho apprezzato la preghiera comunitaria intorno al nostro vescovo, all’inizio dei tre giorni.
Grazie, Signore, di averci dato l’opportunità di compiere questo pellegrinaggio insieme. Fa che possiamo custodire i ricordi di questi tre giorni per sempre, insieme agli insegnamenti che abbiamo appreso.
Veronica

Mi è rimasta nel cuore la messa del vescovo perché ha parlato del fatto che questo viaggio è stato così bello perché abbiamo fatto gruppo, per esempio dormendo tutti insieme nei padiglioni, ed è proprio questa la cosa che racconterò .
Uno dei momenti in cui siamo stati davvero popolo di Dio è stato al funerale del papa perché essendoci stato molto caldo e molta gente ci siamo aiutati a combattere questa situazione e a riuscire a goderci il momento molto solenne. Questa esperienza mi rimarrà nel cuore per sempre perché è un’avventura unica.
Cristiana

Per me, il momento più significativo è stato sicuramente quello della conclusione del nostro pellegrinaggio: dal viaggio in treno fino al saluto sul sagrato del Duomo. In quel momento, chi più chi meno,nonostante la stanchezza ha provato un nodo alla gola nell’abbandonare quella strana consuetudine che ci aveva accompagnati in questi giorni nella Città Eterna. Ma tutto questo ci ricorda una cosa sola: quanto bene abbiamo investito il nostro tempo, nel creare nuovi rapporti di amicizia e nel vivere pienamente l’essere Chiesa.
Lorenzo

Una delle cose che mi ha colpito di più è quanto raccoglimento siamo riusciti a mantenere per il funerale del papa, nonostante il caldo; La cosa che mi ha fatto sentire più in connessione con gli altri è quando abbiamo condiviso il capannone per dormire rendendo il tutto molto più comunitario e unito; Signore, grazie per questa esperienza per le nuove
amicizie e i momenti seri ma utili per capire l’importanza di quello che abbiamo celebrato
Questa foto mi ricorda i tanti viaggi che abbiamo fatto sulla metro, sia vuota che piena, sia in piedi che seduti. E i momenti in cui abbiamo cantato per passare il tempo, qui e lungo la strada a piedi, momenti più leggeri spensierati.
Agata

Ci che mi è rimasto impresso è stata la messa del vescovo, che nonostante fossi esausta, è stata piacevole per ci che il vescovo ha detto: ogni parola trasmetteva un senso di sacralità, rendendo il momento davvero speciale. L’omelia, in particolare, è stata toccante: semplice, ma ricca di significato e capace di arrivare dritta al cuore. Un momento in cui ci siamo sentiti uniti come popolo di Dio è stato sicuramente il funerale di papa Francesco che, assieme alle molte persone, mostra quanto lui fosse amato e stimato nel suo ruolo. Signore, ti rendo grazie con tutto il cuore
per avermi donato la grazia di partecipare al Giubileo. È stato un tempo di luce, di incontro e di rinnovamento, in cui ho potuto sentire più forte la tua presenza e riscoprire la bellezza della fede.
Lucia

Mi ha colpito profondamente il senso di unità che abbiamo vissuto durante questi giorni. L’ho percepito in modo speciale nei momenti di stanchezza, quando la voglia di fermarsi era forte, ma proprio grazie allo spirito di gruppo — con canti, battute e sostegno reciproco — riuscivamo a superare la fatica.
Ho sentito ancora più forte questa unità della Chiesa durante il funerale del Papa: aspettarlo insieme per un ultimo saluto, dopo il suo servizio alla guida della Chiesa, è stato un momento di grande comunione. Vedere tutto il Popolo di Dio riunito lì mi ha profondamente toccato.
Claudia

Il Giubileo è da sempre un’occasione per aprire le porte del cuore, proprio come ha fatto Papa Francesco nella notte santa di Natale, invitandoci a metterci in cammino. Il nostro pellegrinaggio verso Roma nasceva con questo spirito: un’esperienza di fede e di speranza, che avrebbe dovuto culminare con la canonizzazione del beato Carlo Acutis. Ma il corso degli eventi è cambiato improvvisamente. La morte del Santo Padre, avvenuta proprio il giorno dopo aver impartito la benedizione Urbi et Orbi dalla loggia di San Pietro nel giorno di Pasqua, ha trasformato profondamente il senso del nostro viaggio. La canonizzazione è stata rimandata, e il nostro pellegrinaggio si è fatto testimonianza, diventando un modo per rendere omaggio a Papa Francesco, accompagnandolo con affetto e gratitudine nel suo ultimo saluto.
Nonostante il sole, la fatica e la stanchezza, abbiamo avuto il privilegio di partecipare alle esequie del Santo Padre, insieme a migliaia di fedeli giunti a Roma da ogni parte del mondo. Tantissimi erano i giovani, i ragazzi, come noi, testimoni di un momento storico e carico di emozione.
Eppure, non è venuta meno la speranza. Il primo giorno abbiamo attraversato la Porta Santa nella basilica papale di San Paolo fuori le Mura, segnando simbolicamente l’inizio del nostro cammino giubilare.
Abbiamo vissuto momenti intensi di condivisione con ragazzi di altri oratori: ricordo i canti nella metropolitana, i sorrisi, i silenzi, il dormire insieme nei padiglioni della Fiera di Roma… eravamo tutti uniti dalla stessa fede, la stessa che ha portato a Roma oltre 120.000 giovani pellegrini.Un’esperienza che non dimenticheremo, fatta di emozioni, di incontri e di quella speranza che continua ad accompagna.
Jacopo

Il pellegrinaggio a Roma: un’esperienza unica. Questi tre giorni mi hanno fatto capire cosa significa essere comunità, condividere con tanti ragazzi tutto, dall’alloggio nel padiglione alla preghiera per il Papa, cantare insieme per le metro ed essere gioiosi insieme. Il contributo della FOCr è stato di grande valore: con le loro sfide giornaliere abbiamo fatto gruppo e ci siamo divertiti molto, classificandoci al primo posto tra tutti gli oratori della nostra Diocesi.
Sono molto grata dell’esperienza che ho avuto la fortuna di vivere.
Matilde

Tre giorni intensi, di vera fede che ci hanno insegnato ad essere Chiesa e vero popolo di Dio in cammino verso gli altri. L’unicità di ciascuno passa anche attraverso queste esperienze. Esperienze che restano e vivono dentro di noi.
Don Arrigo

