Si taglia il nastro che segna l’inizio della festa della Famiglia 2025 all’Oratorio Maffei. Ospite della prima serata giovedì 4 settembre è il nostro Vescovo Antonio, che ispirato da Amoris Laetitia di Papa Francesco ha regalato ai presenti in sala interessanti riflessioni poi condivise insieme.
La famiglia nasce nel momento in cui Dio dà vita all’uomo; «Non è bene che l’uomo sia solo», ricorda la Genesi. La solitudine può essere occasione di crescita, ma non basta: l’“io” si realizza pienamente solo nel “noi”. E quel “noi” prende forma soprattutto nella famiglia, comunità in cui l’amore diventa concreto, quotidiano, capace di resistere come una casa costruita sulla roccia.
Oggi ci si chiede se la famiglia sia ancora un valore o solo una tradizione da superare. Papa Francesco, nell’esortazione Amoris Laetitia, la definisce invece «gioia per la Chiesa» e immagine viva dell’amore di Dio. Non una moda, ma un dono che chiede responsabilità, gratitudine e fiducia.
Giovanni Paolo II ricordava l’importanza di riconoscere la dignità e il ruolo della donna, cuore e custode della vita. San Paolo indicava la via della carità: un amore paziente, fedele, capace di perdonare.
L’unicità della famiglia risiede nel saper perdonare.
In un tempo di fragilità e individualismo, la famiglia rimane una “comunità di famiglie”, il primo luogo dove si impara ad amare. Ed è lì che il desiderio profondo dell’uomo – non restare solo – trova risposta, trasformandosi in bellezza, speranza e futuro. Il tutto coinvolgendo i presenti con domande collegate alle tematiche proposte


