Cari Parrocchiani,
in questi giorni abbiamo vissuto la Liturgia della Quaresima e, al presente, il rito del Triduo Pasquale: Venerdì Santo, Sabato Santo e Domenica di Pasqua. Rito che ripresenta oggi – è un memoriale – la morte e risurrezione di Gesù Cristo. Siamo in un’epoca, nel nostro Occidente, nella quale i riti vengono percepiti come ripetitivi con il rischio di sentirli vuoti. Vorrei con voi, aiutato da don Bruno Bignami, riprendere il valore del rito: sono consapevole che questo saluto non ha il sapore dell’ immediato ma credo che la fatica della sua comprensione faccia bene.
Se c’è qualcosa che si ripete nella vita è perché esiste la possibilità di interruzione. Il filosofo Soren Kierkegaard mostra, in una suo testo, che la ripetizione è il fenomeno misterioso che crea interruzione nel tempo e apre all’eternità. La storia non è semplice somma di momenti che si susseguono uno dopo l’altro (“kronos”), ma conosce l’avvenire della novità, della grazia (“Kairos”). Nel Kairos l’inatteso va oltre il prevedibile. Sorprende e desta meraviglia. Rimette in movimento le esistenze. Senza interruzione non c’è grazia, conversione, perdono e amore. Il cristianesimo trasmette questa dimensione che sovverte la cultura del controllo e della meticolosa programmazione, rompe le attese preconfezionate aprendoci ad Altro, a Dio.
Interrompiamo, dunque, la logica della morte, della guerra, dei rapporti avvelenati, della paura, ripetendo parole di Vita. Si, ripetendo, perché ogni volta che le pronunciamo accade qualcosa che tenta di soffocarle. Non scandalizziamoci di scoprirci paralizzati dal male ma rialziamoci (risorgere significa tecnicamente “alzarsi in piedi”) interrompendo la sfiducia, reagendo a quelle paure che ci rendono immobili, assonnati, per ricominciare il rito della Pasqua – ogni domenica è la Pasqua della settimana- con la nostra vita, personale e comunitaria.
Quanto abbiamo argomentato è plasticamente figurato da Piero della Francesca (1412 – 1492) a San Sepolcro: Cristo risorge da una arca classica – come un atleta che uscendo da una vasca (battesimale!) si erge a bordo piscina – ai piedi della quale si appoggia dormiente l’umanità svuotata dal male, innescando il mutamento cosmico figurato alle sue spalle: la creazione spogliata dalla vita – presentata alla sinistra di chi guarda – si rianima lussureggiante – figurata alla destra – e generosa.
Giunga a tutti i parrocchiani, a tutti i cittadini di Casalmaggiore, Camminata, Cappella e Vicoboneghisio, anche a nome di don Angelo, don Maurizio, don Gino, don Arrigo, del diacono Luigi l’annuncio antico e sempre nuovo: Cristo è davvero Risorto!
Don Claudio,
Abate Parroco



