ALCUNI AVVISI PER LA VITA DELLE COMUNITA’
- Escursioni di un giorno con la Profilotours:
- Profumi e vini del Garda: Bardolino con degustazione in cantina sabato 22 agosto 2026 (si veda il programma) Iscrizione entro lunedì 27 luglio 2026 chiamando don Claudio 345 2152338
- Tramonto sul lago: aperitivo in veliero sabato 19 settembre 2026. Iscrizioni entro il 25 luglio 2026
- Trenino del Bernina domenica 27 settembre 2026. Iscrizioni entro il 05/09/2026
- Borgotaro. Alla scoperta del fungo porcino IGP sabato 3 ottobre 2026. Iscrizioni entro il 05/09/2026 Chi fosse interessato può chiamare don Claudio al n 345 2152338
- Domenica 26 luglio 2026 alle ore 21.15 Percorso tra arte e danza presso la Chiesa di San Rocco “Nel cuore del labirinto”. Per prenotazione telefonare al n 0375 43984
- Martedì 28 luglio 2026 alle ore 21.15 presso la Chiesa di San Rocco Concerto benefico a favore della riqualificazione della Chiesa di San Rocco “E fu la notte” Schiavo canta De Andrè. Per prenotazione telefonare al n 0375 43984
- Perdono d’Assisi o indulgenza della Porziuncola da mezzogiorno del 1 agosto alla mezzanotte del giorno seguente si può applicare l’ indulgenza plenaria, alle seguenti condizioni:
- Visita ad una chiesa che ne abbia l’indulto recitando il Padre nostro e il Credo.
- Confessione sacramentale.
- Comunione Eucaristica.
- Preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre almeno un Padre nostro, un Ave Maria o altre preghiere a scelta.
- Infine disposizione d’ animo che escluda ogni affetto al peccato anche veniale.
Per le confessioni i sacerdoti sono disponibili sabato 1 agosto 2026 alle ore 17 in San Leonardo e alle ore 17.30 in Duomo, domenica 2 agosto 2026 alle ore 17 in Duomo.
S. Francesco, in una imprecisata notte del luglio 1216, mentre se ne stava in ginocchio innanzi al piccolo altare della Porziuncola, immerso in preghiera, vide all’improvviso uno sfolgorante chiarore rischiarare le pareti dell’umile chiesa. Seduti in trono, circondati da uno stuolo di angeli, apparvero, in una luce sfavillante, Gesù e Maria. Il Redentore chiese al suo Servo quale grazia desiderasse per il bene degli uomini. S. Francesco umilmente rispose: “Poiché è un misero peccatore che Ti parla, o Dio misericordioso, egli Ti domanda pietà per i suoi fratelli peccatori; e tutti coloro i quali, pentiti, varcheranno le soglie di questo luogo, abbiano da te o Signore, che vedi i loro tormenti, il perdono delle colpe commesse”. “Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande – gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”. Alle prime luci dell’alba, quindi, Francesco, prendendo con sé solo frate Masseo di Marignano, si diresse verso Perugia, dove allora si trovava il Papa. Sedeva sul soglio di Pietro, dopo la morte del grande Innocenzo III, papa Onorio III, uomo anziano ma molto buono e pio, che aveva dato ciò che aveva ai poveri. Il Pontefice, ascoltato il racconto della visione dalla bocca del Poverello di Assisi, chiese per quanti anni domandasse quest’indulgenza. Francesco rispose che egli chiedeva “non anni, ma anime” e che voleva “che chiunque verrà a questa chiesa confessato e contrito, sia assolto da tutti i suoi peccati, da colpa e da pena, in cielo e in terra, dal dì del battesimo infino al dì e all’ora ch’entrerà nella detta chiesa”. Si trattava di una richiesta inusitata, visto che una tale indulgenza si era soliti concederla soltanto per coloro che prendevano la Croce per la liberazione del Santo Sepolcro, divenendo crociati.Il Papa, infatti, fece notare al Poverello che “Non è usanza della corte romana accordare un’indulgenza simile”. Francesco ribatté: “Quello che io domando, non è da parte mia, ma da parte di Colui che mi ha mandato, cioè il Signore nostro Gesù Cristo”. Nonostante, quindi, l’opposizione della Curia, il pontefice gli accordò quanto richiedeva (“Piace a Noi che tu l’abbia”). Sul punto di accomiatarsi, il Pontefice chiese a Francesco – felice per la concessione ottenuta – dove andasse “senza un documento” che attestasse quanto ottenuto. “Santo Padre, – rispose il Santo – a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni”. L’indulgenza fu ottenuta, quindi, “vivae vocis oraculo”.
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