UN GIORNO IN CANTIERE A SAN LEONARDO – CAPPELLA DEL SANTISSIMO
All’arrivo alle ore 8,45 alla Chiesa di San Leonardo a Casalmaggiore la prima percezione è il freddo, la giornata nebbiosa e la mattina invernale dona una luce povera di riverbero e troppo diffusa!
Abbiamo cercato di accogliere il gruppo di studentesse del liceo Linguistico, Magistrale e Scientifico del Polo Romani di Casalmaggiore presentando quanto con la parrocchia è stato pensato per loro: un angolo di ricevimento all’interno della cappella di San Carlo, adiacente alla Cappella del Santissimo oggetto del restauro: un tavolo messo a disposizione dall’oratorio, alcuni lacerti di manufatto del 1751, attrezzature, strumenti di lavoro e DPI per la sperimentazione.
Le ragazze che hanno partecipato all’attività, sono alunne del quarto anno dei vari indirizzi dell’Istituto di Istruzione Superiore “Romani” che stanno svolgendo il PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento), ossia un tirocinio di due settimane, già noto come alternanza scuola-lavoro, presso il Museo Diotti, tutor Roberta Ronda. Erano presenti Caterina, Elena e Vanessa del Liceo Classico, Sharon dell’ITS, Benedetta, Matilde, Stella e Viola del Liceo Linguistico, Angel, Ayda e Giulia del Liceo Scientifico (opzione Scienze Applicate).
L’esperienza proposta, grazie al contributo di operatori e volontari del Museo e all’intervento di esperti, intende mettere gli studenti a diretto contatto con le professionalità specifiche che operano nel campo dell’arte, fra cui quella del restauratore”.
Obbiettivo primario della giornata in cantiere infatti è stato l’avvicinamento alla professione del Restauratore Beni Culturali e quindi, consapevoli che la conoscenza passi attraverso la sperimentazione, abbiamo allestito un piccolo laboratorio per la cura dei manufatti, ormai distaccati dalla loro collocazione e originari della Cappella settecentesca.
Il gruppo di lavoro del restauro della Cappella del Santissimo si è presentato: Maria Cristina Regini restauratore beni culturali, Gabriele Mario Mauri tecnico del restauro e Giacomo Piva stagista della Scuola Edile Cremonese in stage presso la ditta Cremona Restauri, incaricata dell’intervento.
Una preliminare ma importante introduzione alle fasi costruttive della Chiesa di San Leonardo ha permesso di comprendere come l’attuale configurazione neoclassica costituisca l’approdo di un percorso stratificato di periodizzazioni.
Il gruppo delle dodici studentesse si è diviso per la partecipazione, a turno, alle due attività proposte: da un lato l’approccio teorico al manufatto, documentato durante lo studio progettuale, e dall’altro la conoscenza dei manufatti, attraverso le fasi di pulitura degli stucchi con doratura.
Grazie alle tavole di progetto, redatte in collaborazione con l’Architetto Damiano Chiarini dello Studio Rinnova e qui esposte per la condivisione con la comunità parrocchiale, è stato analizzato lo stato di fatto: materiali costitutivi, tecniche esecutive e stato di conservazione. Sono state declinate inoltre le coordinate principali del progetto e il ruolo che svolge il restauratore beni culturali in rapporto con gli altri soggetti coinvolti.
Preso atto di questa prima fase abbiamo fatto la visita alla Cappella del Santissimo con l’osservazione diretta delle superfici: finiture della configurazione 1751 con colore a calce eseguito a mezzo fresco sull’intonaco del fondo, stucchi con incisione a punta metallica, doratura a foglia su bolo giallo; finiture della configurazione 1806 eseguite nella parte basse sul rifacimento dell’intonaco e di ridipintura degli stucchi.
Nel piccolo laboratorio allestito, sotto la guida del restauratore, è stata verificata la compattezza materica sia del corpo che della finitura degli stucchi con doratura che, durante la pulitura della stratificazione di sporco, hanno rivelato la materia della fase esecutiva.
Sempre in modo sperimentale, prima attraverso la conoscenza e poi attraverso l’esecuzione, sono state studiate le stratificazioni dei manufatti e gli impasti di malta del restauro: ricetta di composizione, preparazione e applicazione con cazzuola e frattazzo.
Il proposito e l’auspicio trasmesso a viva voce alle studentesse sono stati di frequentare la chiesa anche nei prossimi giorni, per la consultazione puntuale e autonoma delle informazioni sulle tavole esposte, per un saluto al gruppo di lavoro e per il controllo del restauro eseguito, dopo lo smontaggio dei ponteggi.
Il privilegio di accedere sui ponteggi durante il restauro implica il dovere alla condivisione di quanto appreso durante il percorso di conoscenza; davanti a studenti questo acquista carattere di urgenza e grande piacevolezza, come una semina per il futuro.





