Nel tardo pomeriggio di domenica, nella chiesa di Santa Margherita gremita di fedeli, sono stati celebrati i cinquant’anni di sacerdozio di don Maurizio Germiniasi con una messa solenne. Una festa importante per la comunità locale durante i giorni della sagra, per omaggiare l’anniversario d’oro del sacerdote classe 1949, ordinato proprio nella medesima chiesa, e i decenni di servizio in Italia e in Brasile come “fidei domun” della Diocesi di Cremona. «Ringrazio il Signore per tutto quello che mi ha permesso di realizzare in questo mezzo secolo di cammino» ha detto emozionato don Germiniasi. Assieme a lui, attorno all’altare, l’abate-parroco dell’unità pastorale di Casalmaggiore don Claudio Rubagotti con i collaboratori parrocchiali, il vescovo emerito di Saõ Luis de Montes Belos-Goiàs dom Carmelo Scampa e alcuni sacerdoti del territorio. Tra il pubblico era presente anche il sindaco Filippo Bongiovanni, oltre ad una nutrita rappresentanza di brasiliani di provenienza italiana. Don Germiniasi, durante l’omelia, ha ripercorso brevemente i suoi anni di ministero sacerdotale; un’avventura cominciata il 21 giugno 1975 «proprio da questo piccolo borgo, fino alla grande periferia di Belem, per tornare poi qui. Se sono quel che sono lo devo alle tante persone che mi hanno amato, aiutato a crescere, e pregato per me, insieme alle comunità che mi hanno accolto». Sottolineando come oggi «non c’è più tanta differenza tra Italia e Brasile, sono solo nomi con pronunce diverse: la missione non è uno spazio lontano da noi o questione di soldi o potere. Essa si raggiunge con il cuore. E quando si ama si è già in prima linea. Ogni giorno, anche il più buio, è stato un dono della grazia del Signore». La comunità, al termine della messa, ha regalato a don Germiniasi la Benedizione Giubilare di papa Leone XIV, una foto-ricordo della sua attività da parte del gruppo dei brasiliani e la raccolta fondi per la sua attenzione missionaria.

(Dalla Provincia
Jacopo Orlo)







