Il 12 maggio 2024, presso la chiesa di San Francesco, il vescovo Antonio, con Don Arrigo e Don Claudio, ha celebrato l’eucarestia con l’amministrazione delle Cresime. Di seguito riportiamo le sue parole durante l’omelia.
La riflessione del vescovo Antonio: “Qual è la grande impresa che con la Cresima faremo insieme? Mettersi tutti al servizio di un unico corpo, quello di Cristo, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della grandezza di Cristo”
“La parola che disse Gesù quel giorno e che abbiamo letto anche oggi è “Andate!”, anche se ultimamente sono sicuro che abbiate sentito più volte un “Venite!”. Ma voi siete pronti? Siete pronti a lasciarvi andare? Genitori? Ragazzi? Oggi è il giorno di questa decisione: andare dietro a Lui, dove ci porta lo Spirito, con fiducia. Questo andare nasce da lontano, dal mistero insondabile di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Gesù decide di andare, di essere mandato. Dal cielo sulla Terra: l’uomo più bello, l’uomo più santo, più giusto. Dopo poco muore in croce, finisce sotto terra ma la potenza dell’Amore del Padre lo resuscita a un di più di vita di quaranta giorni, per poi ascendere. Stiamo per caso giocando a nascondino? Nascondino è il gioco più antico di tutti, cominciato da Adamo ed Eva che cadono nella trappola del serpente. Il culmine è la discesa di Gesù nel nascondiglio dell’uomo, nella morte. Gesù ci sta venendo a prendere e ci sta dicendo “Andiamo in contro alla vita!”. Ed è così che sale in cielo e, grazie alla comunione con il Padre, dà il meglio di sé. Gesù non è perfetto da solo: ci ha coinvolto in un processo di umanizzazione e di divinizzazione. Siamo sempre più uomini se siamo sempre più divini. Il meglio di una persona è il suo spirito. Gesù è sceso nel regno dei vivi, per andare in quello dei morti, per tornare, infine, da noi e spalancarci il Regno di Dio. Il Regno di Dio è quel modo di stare al mondo che solo i cristiani, o chi vive come tale, testimoniano senza saperlo. Qual è la grande impresa che con la Cresima faremo insieme? La vera impresa è molto più profonda dell’essenziale. Ce lo dice anche San Paolo: metterci tutti al servizio di un unico corpo, quello di Cristo, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della grandezza di Cristo. L’uomo perfetto, quindi, è un “noi”, non un “io”. Noi con Lui in cammino verso la pienezza dell’umanità.”
Alla fine della celebrazione Mons. Vescovo ha salutato le famiglie e i ragazzi del gruppo di seconda media e insieme hanno scattato una foto di gruppo. Successivamente l’Abate don Claudio con don Arrigo hanno distribuito per ognuno dei cresimati una pergamena ricordo e una croce da indossare.










