Sabato 24 luglio il pellegrinaggio in canoa sul Grande Fiume dei giovani di Alessandria guidati dal vescovo Gallese ha fatto tappa e sosta a Casalmaggiore. Il Cammino di San Marco, dopo la prima edizione del 2019, torna ad attraversare la diocesi di Cremona lungo il Po. Per l’occasione, abbiamo scambiato due parole con il Vescovo e la coordinatrice del progetto, tra fatiche e tanti sogni nel cassetto.
Nel pomeriggio di sabato 24 luglio è continuato il pellegrinaggio con canoe e gommoni dei giovani della Diocesi di Alessandria, guidati da monsignor Guido Gallese e ospitati dall’Unità Pastorale “Città di Casalmaggiore”, con la santa messa nel Duomo di Santo Stefano. Il parroco don Claudio Rubagotti ha ringraziato «il gruppo di coraggiosi nel percorrere il cammino sull’acqua di San Marco» e il vescovo della loro presenza nella comunità maggiorina. Sottolineando anche il ricordo della figura del giovane Giacomo Maffei, al quale è dedicato l’oratorio casalasco. «Sono contento di essere qui a celebrare la messa insieme a voi e in questa bellissima tappa del pellegrinaggio. Affrontiamo questo percorso con la fatica di tutti i giorni, ma questo ritrovarci come due anni fa è segno della Chiesa e della nostra fede».
Rispetto al primo viaggio, nel quale Casalmaggiore fu una tappa di passaggio con la Messa a Santa Maria dall’Argine, stavolta il gruppo ha deciso di sostare in città per riprendere fiato. Sempre sotto l’accoglienza della Società Canottieri, gli Amici del Po e di Don Claudio. «Quest’anno il COVID-19 ci ha fatto arrivare tardi alla preparazione di questo pellegrinaggio – racconta Carlotta Testa, responsabile diocesana della Pastorale giovanile e vocazionale e dell’organizzazione logistica dell’intero cammino –. Non sapevamo, infatti, se le norme ce lo avessero consentito. In verità richiederebbe più tempo di un solo mese, proprio per costruire al meglio l’esperienza dei pellegrini e prendere contatto con il territorio». Il gruppetto in viaggio sulle acque del Po nutre grandi ambizioni. In continuità con le attività estive degli ultimi anni di Pastorale giovanile, l’obiettivo è trasformare questo percorso fluviale in un cammino permanente in Italia. «Noi vorremmo instaurare una via di pellegrinaggio sull’esempio di Santiago de Compostela: da Alessandria a Venezia, verso la tomba di San Marco» spiega Gallese. Lo scopo di queste “versioni di prova” è quello di raccogliere il maggior numero d’informazioni sui territori, incontrare le comunità e stabilire una relazione per far conoscere il progetto e costruire nel corso degli anni una struttura solida. «In questo modo i partecipanti potranno avere tutti i riferimenti turistici per fruire delle tappe in modo rapido e consapevole» aggiunge il monsignore.
In questo senso, questo cammino sulle acque non è soltanto un viaggio nel Nord Italia, ma anche un toccare con mano esperienze comunitarie e diocesane differenti. «Rispetto a due anni fa abbiamo calibrato meglio qualcosa, e come Vescovo sono contento, da un punto di vista ecclesiale, di come abbiamo cambiato diocesi in ogni tappa giornaliera; attraversandole ho sentito un grande senso di fraternità oltre alla bellissima accoglienza e disponibilità nei confronti dei pellegrini», afferma Gallese. Ovviamente, questo viaggio sul Po è un percorso in grado di far vivere un’esperienza non soltanto spirituale ai partecipanti. «Oltre ad un discorso di fede, provando ad allargare lo sguardo, si tratta di un pellegrinaggio che può abbracciare un panorama ampio di utenti con il desiderio di percorrere una via simile anche sotto gli aspetti culturali e gastronomici» afferma Testa.
Il Vescovo di Alessandria, dunque, sembra avere le idee chiare sul futuro e la potenzialità di questo pellegrinaggio di San Marco. «Speriamo che possa portare a valorizzare il nostro territorio, anche rurale, invertendo questo inurbamento appiattente e svilente dell’Italia nelle sue diverse dimensioni. Il flusso di un turismo lento poterà beneficio anche economico alle persone e magari possibilità di lavoro. Mi auguro anche che la gente si riappropri di questo fiume e s’interfacci con esso; spero non venga ancora considerato come una cloaca o scarico del Nord Italia, ma diventi l’elemento vitale che attraversa il settentrione. Le bellezze di questi territori visti dal Po sono straordinarie». E la riprova è lo scenario della stessa Casalmaggiore. Dal Grande Fiume, affermano i pellegrini, «il panorama fino a ora è uno dei più suggestivi; vedi tutta la città in un colpo solo, dal campanile del Duomo alla torre del Municipio, e stamattina mi ha dato l’impressione come essa si faccia riconoscere subito allo sguardo».
Dopo la nottata a Casalmaggiore, il gruppo di una quindicina di persone guidate dall’esperto Angelo Bosio è ripartito la mattina successiva il suo pellegrinaggio sul Grande Fiume in direzione Venezia. Con la fatica ma anche la fiducia e la speranza di aver ripreso un cammino sospeso per troppo tempo.
foto di Jacopo Orlo
fonte: TeleRadio Cremona Cittanova





